Cittā di Montegrotto Terme

Aree Archeologiche

Le aree archeologiche visitabili nel territorio di Montegrotto Terme sono tre.
La più complessa è l’area archeologica di viale Stazione/via degli Scavi. Vi si conservano i resti di tre ampie vasche termali, dell’articolato sistema di adduzione idrica dotato anche di due vani per norie, di un edificio di incerta interpretazione (verosimilmente ricreativo), e infine di un piccolo edificio per spettacoli. Si tratta di un complesso ricreativo connesso allo sfruttamento dell’acqua termale: un’area pubblica edificata tra la fine del I secolo a.C. e i primi decenni del successivo, attiva ancora nel pieno II secolo d.C., rispetto al quale una fistula plumbea con il bollo di Arria Fadilla sembra attestarne la proprietà imperiale.
Le altre due aree archeologiche visitabili a Montegrotto Terme corrispondono ad altrettanti complessi edilizi costruiti all’inizio dell’età imperiale lungo l’attuale via Neroniana.
Si tratta di una lussuosa villa, estesa su una superficie superiore all’ettaro e mezzo, costituita di almeno due aree residenziali, con vani pavimentati in lastre di marmo e mosaici e dalle pareti dipinte con raffinate pitture di terzo stile, organizzate secondo una precisa simmetria e aperte su almeno altrettanti giardini, uno circondato da un portico, l’altro recintato e forse ornato con una fontana. La villa, in realtà il monumento più imponente conservato nell’ambito di un’area variamente frequentata dall’età del rame al pieno Medioevo, è stata scavata e approfonditamente studiata dagli archeologi dell’Università di Padova ed è divenuta il luogo della sperimentazione di una proposta di valorizzazione moderna e architettonicamente innovativa.
A 160 m dalla villa, infine, è visitabile la terza area archeologica valorizzata. Si tratta di un complesso termale del quale l’elemento meglio conservato è una sala absidata; la circondano imponenti canalizzazioni per la circolazione idrica e diversi vani, alcuni dei quali probabilmente aperti su una corte scoperta. La ricerca d’archivio ha permesso di ipotizzare che tale complesso gravitasse nei pressi di un’importante sorgente termale, attiva ancora nel Cinquecento.
Non esistono ad oggi relazioni dirette tra la villa e queste terme; certo è che i due complessi edilizi erano situati a poca distanza e convissero a lungo nel corso del I secolo d.C.
In quest’area, dopo il restauro conservativo, le strutture valorizzative constano nella creazione di un percorso il più possibile alto rispetto alle strutture antiche, e di un impianto illuminotecnico giocato sull’alternanza di scenari che attirasse di volta in volta l’attenzione del visitatore ora sulla sala absidata, ora sul sistema di conduzione idrica etc.
Le tre aree sono visitabili da aprile a novembre (tutte le domeniche senza obbligo di prenotazione; da lunedì a sabato su prenotazione).


Informazioni e prenotazioni

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